Un saluto al partito-che-la-Turchia-deve entrare-subito-in-Europa

15 AGO 20
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Al direttore - Condivido la vostra posizione che pone l'accento sul carattere religioso del conflitto, una guerra all'Islam. Ma non sarebbe il caso di rivedere le nostre politiche sull'immigrazione visto che oggi più che mai, siamo in guerra? Anche il governo di Israele sta limitando l'ingresso di operai palestinesi, dopo gli ultimi attentati. Siamo ispirati da politiche liberali, aperti all'accoglienza e al pluralismo, ma oggi, safety first.
Lorenzo Schettini
Al direttore - Putin propone una coalizione fra i Paesi interessati a sconfiggere l’isis, coalizione che agirebbe sotto l’egida ONU. L’islamico moderato Erdogan fa abbattere un aereo russo che, secondo lui, avrebbe superato di un paio di km il confine dello spazio aereo turco. Qualcuno riesce a spiegarmi quale grave e imminente pericolo l’aereo russo, ammesso che si trovasse entro lo spazio aereo turco, avrebbe rappresentato per la Turchia tale da scatenare un'azione di guerra? Qualcuno riesce a giustificare l’abbattimento da parte della Turchia dell’aereo di uno Stato che ha chiesto di trattare una possibile alleanza con lei, di uno Stato che non ha mai dimostrato in alcun modo di avere mire aggressive nei suoi confronti? Una copertina con il volto di Erdogan e la didascalia “unfit” è ciò che mi aspetto dalla stampa occidentale.
Roberto Bellia
Erdogan, con quel missile, ha mandato un cordialissimo sms ai suoi amici della Nato. E il messaggio è chiaro: in medio oriente, in Siria, in Iraq, con i curdi, dovrete fare i conti con la Turchia, prima ancora che con la Russia, e se non lo capite ricordatevi che anche noi abbiamo i missili. Un saluto affettuoso a tutti gli allegri iscritti al partito che la Turchia deve entrare con grande gioia e grande urgenza in Europa.
Al direttore - Nel 2004 quando si affrontò la scrittura della Costituzione europea, buona parte del dibattito si concentrò sulla questione delle "comuni radici giudaico-cristiane". Volarono gli stracci e lo scazzo fu al calor bianco e, ovviamente, della Costituzione non se ne fece nulla o quasi. Poi, sempre in nome del rispetto delle opinioni di tutti, furono fatti sparire i Crocefissi dalle aule di tribunale e da quelle scolastiche (non mancò anche la polemica sui cibi da somministrare in mensa). Si è arrivati a discuisire sulla opportunità di portare le scolaresche a visitare mostre che espongono arte sacra allestire il Presepe sulla pubblica piazza, nell'atrio delle scuole o nella sede comunale è considerata una provocazione.Non che io non abbia rispetto degli altri, ma se qualcuno vuol farmi mangiare la casseuola con la soia al posto della verza e senza la cotica e le costine di maiale, posso assicuragli che passerà dei guai seri. Molto seri.
Valerio Gironi
Al direttore - C'è la corsa ad assolvere l'islam. Come se, terrorismo a parte, i fedeli di Allah non contemplassero donne maltrattate (obbligo di velo, infibulazione), pena di morte (lapidazioni, impiccagioni). Infiniti scontri sociali. Come se il Corano non parlasse esplicitamente di “infedeli”. Perché un musulmano dovrebbe essere "fedele" e non altrimenti un cristiano o un ebreo?
Jori Cherubini
Vi riporto un passagio sul Corano del libro di Adonis su Islam e violenza, che il Foglio ha pubblicato ieri:. “E’ un testo estremamente violento. Ho contato 80 versetti sulla gehenna. Ci sono 66 versetti che evocano il paradiso e 72 che descrivono il paradiso come un luogo di godimento infinito. Il kufr (miscredenza) e i suoi derivati compaiono in 518 versetti, il supplizio e i suoi derivati sono trattati in più di 370. Su 3.000 versetti, 518 vertono sul castigo. L’inferno viene menzionato 80 volte. Per esempio in: “Quelli che […] saran morti negando, vane saranno tutte le opere loro in questo e nell’altro mondo, e saran dannati al fuoco, dove rimarranno in eterno”. Non troviamo, d’altra parte, un solo versetto che inviti alla riflessione, nè un versetto sui benefici e i vantaggi della ragione o dello spirito, nel senso di genio creativo. Quando il Corano dice yatafakkarun (riflettere, ragionare), intende dire che bisogna ricordare i precetti già indicati dal Corano per applicarli”.